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Referendum Confermativo Taglio Parlamentari

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Come si vota

La riforma costituzionale è entrata in vigore lo scorso 8 ottobre e ha modificato sensibilmente la composizione delle Camere, eliminando 345 poltrone, di cui 115 in Senato e 230 alla Camera. Ecco la nuova composizione di Camera e Senato. Dopo l’ok della Corte di Cassazione al quesito referendario, il 28 gennaio il Consiglio dei Ministri ha proposto la data in cui si andrà a votare per la riforma del taglio del parlamentari: domenica 29 marzo 2020. L’ufficio per il referendum della Cassazione ha dichiarato che:

“La richiesta di referendum sul testo di legge costituzionale recante ‘modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari’, sorretta dalla firma di 71 Senatori, è conforme all’art. 138 Cost. ed ha accertato la legittimità del quesito referendario dalla stessa proposto”.

Nessun ostacolo, quindi, alla votazione popolare che confermerà oppure no la riforma fortemente voluta dal Movimento 5 stelle e che va avanti dalla scorsa esperienza di Governo. Adesso è stato reso noto anche il quesito che verrà sottoposto agli elettori; è il seguente: "Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 240 del 12 ottobre 2019?"

Si tratterà di un referendum confermativo, previsto dall’articolo 138 della Costituzione, per il quale non è previsto il raggiungimento di nessun quorum particolare. Quindi se i sì superano i no il taglio dei parlamentari verrà confermato.
Taglio dei parlamentari, cosa si vota?

I cittadini saranno chiamati ad esprimere il consenso verso la riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari, che ha modificato in maniera sostanziale l’assetto del Parlamento stabilito dagli articoli 56, 57 e 59 della Carta costituzionale.

La legge ormai approvata ha eliminato 345 poltrone totale in Parlamento, che adesso risulta composto da 200 senatori e 400 deputati, con un risparmio stimato di 100 milioni di euro all’anno.

Se i cittadini italiani dovessero esprimere un voto contrario alla riforma si tornerà alla situazione ex ante, ovvero 945 parlamentari totali, 630 deputati e 315 senatori.




  
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